Guardatevi intorno, ditemi cosa vedete.
Che sia il mio sguardo traviato, corrotto, annebbiato?
Vedo solo morti viventi che camminano fra le rovine del pensiero, agitati beoti sbattano la testa sui muri di calce della cultura imbiancata, resa ricordo e angusto segreto per coloro che si credono uomini.
Arrivismo e cannibalismo, meritocrazia dimenticata, spavaldi cani da riporto si guadagnano l’osso compiacendo il padrone, abili menti vengono spente in un torpore di noia quasi fossero pericolose. Sono pericolose.
Tutto ciò che è capire, chiedersi, crescere…quello che non risulta remunerativo, proficuo o indottrinante viene sepolto da mari di cenere, onde nefaste di corallo deturpato.
Mi sento ripetere cose che già so, qualcosa che sento particolarmente mio, una teoria che per me non fu altro che verità: nacqui nell’epoca sbagliata.
“Ti avrei visto bene nel circo dei leoni conciato da gladiatore, o a fare la rivoluzione in Francia” mi han sempre detto.
“Meglio seduto su una roccia, spada infoderata accanto a me, penna di nibbio nella mano e un fogliaccio raccattato chissà dove per annotare qualche verbo striminzito…così banale e magico da poter cantare quello che sento” penso io, comunque da un'altra parte, in un altro tempo.
Non qua a rodermi il fegato (come se non ci avesse già pensato Bacco) davanti allo spettacolo indecente del ciarpame iniquo, e di natura bifolca, che è l’uomo d’oggi; gretto a prescindere.
L’unico lupo in grado di uccidere un suo simile…e non certo per i morsi della fame.
Idioti, godetevi il tempo del niente, restateci pure e ingrassate ingrassandolo, maq lasciatemi l’arcano!
Non osate varcar la soglia che fa da confine fra il vostro e il mio mondo, dimenticatemi immerso nelle mie rievocazioni, nel mio romanticismo riluttante.
Nostalgico e melanconico rifiuto i mostri di pietra, le paure d’acciaio ricovero delle membra stanche, prigione delle manti annebbiate dai fasci redentori della luce padronale; guardo il tramonto morire in una linea arancione che spezza il sopraggiungente nero della notte e l’ombra dei monti, pensando a come l’avrà ammirata, assaporata e cantata un mio collega d’altri tempi; l’uomo giusto al momento giusto…così abile da capirne la magnificenza, così spavaldo nel cantarla agli altri.
Magari in una nebbiosa e lercia osteria in cambio del più pessimo dei vini.
Quanto avrei voluto essere quell’uomo…come mi ci sarei trovato bene nel ruolo!
venerdì 19 marzo 2010
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anche a me, han detto... avresti dovuto essere a lottare, avresti potuto essere nel passato... me l'anno detto stimate bocche mie coetanee, quando ancora erano infanti, e ora sono scomparse. bocche con cui,loro sole, avevo parlato davvero.. quelle che sentono il groove, e che sarò maledetta io, ma spariscono sempre.. e poi, se ne trovano altre, vicine ma lontane... sempre meno di quelle che hanno lasciato, null'altro che carta, suoni ed immagini...
RispondiEliminase mi guardo intorno, warrior, non posso provare che timore.. perchè se mi guardo indietro vedo troppi passi falsi e se mi guardo avanti non vedo assolutamente nulla.. rivolgo gli occhi verso l'interno, con le pupille che fissano il vuoto della testa. perchè lottare non è servito, perchè questo tempo non appartiene nemmeno a me, o forse nessun tempo mi sarebbe consono, non saprei.. forse.. forse il tempo in cui esisteva ancora il baratto.. o forse mi sentirò parte di un tempo in cui le cose andranno per il verso giusto, quando tutto questo schifo sarà finito, quando non ci saranno più padroni col manganello al posto della lingua, quando ogni sacrificio sarà pienamente ripagato anche se sei figlio di nessuno, quando non dovrò ingoiare amaramente il fatto di essere 'governata' dalla peggior specie di uomini, uomini che sorridono con la bocca spalancata e che compiono ogni genere di illegalità e di soprusi, mi vengono a dire che va tutto bene, che questo è il paese dei balocchi.. fortuna che non mi sento italiana, ma mio malgrado subisco le conseguenze di ciò che avviene così lontano dalla porta di casa mia.. cosa darei oggi per avere il dono dell'invisibilità ed essere a roma in mezzo alla folla.. oh, sì.. sì.. decisamente sì.. per ogni singolo giorno in cui sono stata da parte ad avvelenarmi il sangue pensando a tutti i libri studiati, a tutti i sacrifici fatti, a tutta la passione messa in qualcosa che non mi è permesso di fare.. e non ditemi che sono sovversiva: io ho solo paura, paura concreta, di guardarmi attorno e vedere quei sorrisi che dicono 'va tutto bene' mentre l'unica voglia che mi prende è quella di spaccare a calci tutte quelle dentature brillanti..
RispondiEliminaNon ho scelto io di nascere adesso, qui ed in questa epoca. Sicuramente non posso cambiare le cose, non posso teletrasportarmi in un altro periodo. Mi sono rassegnata... più che altro non ho avuto molta scelta. Cerco di vivere, sopravvivere come meglio mi riesce e cercando di avvicinarmi meglio al mio IO... per il resto.
RispondiEliminaSarò banale, ma veramente non vedo gli altri, cosa fanno, cosa vogliono e cosa vivono. Sarò egoista, strafottente, penserò solo a me stessa.. non lo so.. ma gli altri.. bah... sono solo ALTRI. Punto.
Mi frega poco del passato e mi frega poco del futuro degli altri. Penso al mio. Ho sempre fatto tutto da sola, ho sempre dovuto pensare a tutto da sola e ho sempre dovuto contare solo su me stessa. Quindi... tanto vale continuare su questa linea.
Non Ho In Mente Un Punto O Un Luogo.
RispondiEliminaE, Cercare Consoni Posizioni Non è Stata Mai Una Visione. Il Fato Incombe è La Forma Senza Un Principio e, Questi Tratti della Mia Vita Appannati,Sono Brandelli Tra Pietre In Frantumi. Mio Cantore è Simile al Nulla La Mia Forma Che Tutto Annulla. Ti Chiedo Venia e Ti Saluto. Ho Crosta Nelle Narici eheheheh…
Bacio.
troppe volte la mia anima si è sentita inadeguata tra gli impalpabili esserini che mi circondano nella quotidianità, troppe volte. il callo dell'impassibilità e della noncuranza ha preso forma come una glaciale stalattite che pende dal mio animo, riflettendo inquietudini solo mie. ogni tanto qualcuno di voi può vedere un piccolo recondito riflesso...
RispondiEliminaci stringiamo sconsolatamente, con la nostra fiera ostinazione, ci stringiamo cercando nostri simili per celare la verità ; che siamo angosciosamente, sommessamente soli.