Un fatiscente palazzaccio dai muri grigiastri, finestre scure coperte da ante vecchie e diroccate ed una porta assuefatta di solchi e macchie di ogni genere costituivano lo stanco corpo di un’osteria di fuori porta.
Al suo interno la gente del volgo beve vino scadente e birra rancida, litiga, s’azzuffa, impreca….s’apparta con le donnacce nelle stanze da letto, ancor più putride del salone.
In cambio di riparo, cibo e qualche boccale, il Bardo suona e canta le sue storie, deridendo i potenti, sbeffeggiando i soverchiatori, cosicché oltre a divertirsi la gente si preoccupi anche di offrirgli da bere.
Nel fondo della sala una giovane donna, fiera ed aggraziata, discute con una sorta d’individuo, un bifolco troppo stordito da Bacco per capire cosa ella stia dicendo e ancor di più per andarsene da solo.
Non fatica la donzella a tenerlo a bada, scaltra e determinata, ma dopo ore di galoppo anche il migliore dei corsieri ha da tirare il fiato; come il quadrupede sfiancato, anche lei non ne può più e, più per il nervoso che per la disperazione, le scappa una lacrima, una sola, che scende e le solca il viso.
La luce delle lampade ad olio si staglia contro quella goccia di traboccante agitazione, lasciando partire una sorta di cuspide magica; un bagliore diretto che veloce giunge all’occhio del Cantore, il quale ripone la chitarra, cammina veloce sul lungo tavolo di quercia incurante dell’altrui caraffe, si dirige verso il bifolco e senza avvertimento alcuno lo prende a due mani per il bavero schiantandolo al muro.
Pochi secondi passati a fissarsi negli occhi e poi la tempesta; un turbinio di colpi e grida, escono i coltelli dalle fodere, si spaccano le sedie, scricchiolano le ossa, sgorga il primo sangue.
All’aprirsi del vecchio portone un fascio chiaro accende le brune sterpaglie, e alle ghiande per i maiali va a far compagnia lo zoticone, scaraventatoci dritto dal Bardo.
Soddisfatto e un po’ ammaccato si sfrega le mani, il Cantastorie, come se si pulisse dalla sozzeria lasciatagli addosso dall’individuo; ma ecco che arriva il locandiere che gli sbatte addosso chitarra, mantello e spada intimandogli di andarsene.
A quanto pare l’oste gradisce le risse finché i pugni scaturiscono da mani paganti, quando è un girovago da sfamare a spaccare teste, ecco che l’occasione per liberarsene è servita.
Ricomposte le vesti e controllato lo strumento maltrattato il Bardo si incammina verso il bosco, più nero che mai.
Si volta sentendo il mantello tirare e vede la donna sbigottita che lo fissa ansiosa di dirgli qualcosa.
“Non tentare di ringraziarmi” le dice freddo “dubito che le tue parole possano addolcire la notte che passerò a difendermi dai lupi, tanto meno leniranno i lividi. Ne capiteranno ancora di episodi di questa sorta, visto e considerato lo schifo che fa il mondo…almeno cambierà il soggetto visto che quello di prima avrà da fare per cercare fra le ghiande i denti persi.”
Così detto il Cantore si volta e s’avvia nelle tenebre lasciando la damigella di fuori porta scossa e dubbiosa; né un nome né un improbabile recapito le resta, solo il ricordo di uno sconosciuto immolatosi per l’onor suo.
venerdì 5 marzo 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

una storiella ispiratami da recenti vicende...
RispondiEliminaonorando me stesso e il mio grado, vivo di storie...
saluti
Bardo,
RispondiEliminagrazie...
solo un immenso grazie...
per come sei...
per come pensi...
per i tuoi valori...
per ciò in cui credi..
per ciò per cui combatti
Sei un Uomo e non un maschio...
Tutta la mia stima e il mio rispetto...
Back
mai attestato di stima fu più atteso...e più ricambiato ;)
RispondiEliminasaluti
sto via una settimana e si scatena l'inferno.. porcamiseria, sto leggendo un sacco e guardando un sacco di film, ma tuttavia mi mancate..
RispondiEliminatuttina
dubitavi tuttina?
RispondiEliminasto pensando ad unos ciopero delle lamette per te ;) barbuti for the win :D
saluti
Confermo.
RispondiEliminaDevi Farti Vedere Da Uno Bravo. ^__^
Il Resto Lo Sai!
Bacettino Sulla Fronte.
Buon Inizio di Settimana Mio Cantore...
da un bravo psichiatra la mia donna? si, forse ha ragione :D
RispondiEliminascherzo...so tutto, e mi riempie d'orgoglio...
saluti
mmmmmm mi hai fatto venire in mente la storia del chitarrista spagnolo che suonava, in giro per le strade, insieme a paganini (troppo lungo riassumerla, è contenuta ne "i paradisi artificiali" di baudelaire):storia incredibilmente "romantica", narra della musica e dei sentimenti che sgorgano, impetuosi, dai cuori passionali, viscerali,autentici e leali....
RispondiEliminasaluti, vecchia comare.