Un bar sulla strada, ampie vetrate e tavolini fuori, ora che torna il tiepido primaverile.
Ad uno di essi, tondo e bianco di ferro battuto, due figure sorseggiano e scrutano.
Il primo, vestito grigio, bastone di legno laccato nero e bombetta, guarda con sdegno e diffidenza i passanti accarezzando un intarsiato bicchiere di cristallo pieno a metà di un whiskey scozzese.
L’altro, stivali, braghe e cotta neri, mantello dello stesso colore, tiene saldo per il manico un boccale di ferro grezzo dal quale erutta la pastosa schiuma di una robusta birra scura e sta curvo, gomiti sul tavolo, a fissare la strada con malizioso ghigno di sfida.
Non una parola per alcuni istanti fra i due, fino a quando il possente giovane dal mantello nero dice sarcastico: “toh, guarda che belli che sono…divisa da lavoro, obbiettivi comuni, un’unica strada; trionfo della varietà ovina”.
Il compare con fare elegante sorseggia e lascia partire un malinconico: “eeeh, bei tempi quelli in cui la gente osava pensare col proprio cranio”.
“ Quando un calesse percorre un sentiero, non si cura di badare alle formiche che lo attraversano” riprende il primo “passa e schiaccia, valutando inconsciamente l’inutilità del microscopico ostacolo.
Ora, amico mio, dimmi perché noi non dovremmo fare lo stesso con quegli insetti dei nostri simili…banali ed unificati fantasmi degli esseri che furono, immagini. Istantanee di un mondo che degrada secondo la mancanza d’intelletto dei molti. Salviamo i pochi, spazziamo il resto.”
Finito il whiskey la figura ottocentesca fissa l’omone quasi medioevale e risponde: “ son tanti caro mio….troppi ed inutili. Meglio evitarli chiudendoci nella nostra grandezza; soffriremo forse la solitudine ma avremo la soddisfazione di specchiarci col sorriso…maledicendo il giorno che abbiam rischiato di divenire come loro, benedicendo il momento in cui siam rimasti grandi ed esuli.”
“Hai ragione infondo” asserisce l’altro “però mi fanno una rabbia…la sento, la covo e la vorrei sfogare eliminando con cruenta precisione ognuno di loro. E non solo…demolirei le loro istituzioni, darei alle fiamme la loro non-cultura; passerei volentieri la vita a seminare il panico fra di loro.”
“ E devi farlo per forza con la spada, Bardo?” chiede il poeta maledetto.
“Non puoi semplicemente infilare la tua penna di nibbio dentro al loro orgoglio? Ne sei capace, lo sappiamo bene; scava dentro di te, raccontati, analizzati….e condannali.”
“Eeeh, bei tempi quelli in cui si risolveva tutto nella lizza” ironizza il cantore.
“Ora ci tocca di riempire chilometri di carta con le nostre storie, i nostri aneddoti, i nostri racconti…dipingerci sul foglio per raccontare loro quanto loro stessi sonno inferiori.
Fortunatamente nessuno può toglierci l’ardire di scrivere, caro mio, e noi onoreremo tale possibilità infilando l’acuminata lettera nell’oblio della loro mente.
E se poi non avessero di che soffrire, non capendo la direzione del nostro verbo, avremo la possibilità di fare dei proseliti un giorno”.
Sorridendo conclude il suo monologo dicendo: “ehhh bei tempi, quelli in cui la lotta non era un lusso per pochi cervelli”.
L’impettito e fiero poeta ottocentesco chiede un altro giro delle stesse delizie e al loro arrivo, con gesto fine e deciso, alza il bicchiere all’amico dedicando a lui e a se stesso quel brindisi, confermando: “eeeh sì, bei tempi”.
venerdì 26 febbraio 2010
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A molti di voi, cari lettori, risulterà facile individuare i personaggi del racconto...
RispondiEliminasaluti
ehehehehehehehehehehehheheheheheehheehehheheheheheheheheheh... c'è una barista incuriosita, interessata e al contempo perplessa ch'è rimasta lì col vassoi, dopo aver porto la birretta e il laphroaig, ad ascoltare poco educatamente l'elevato dialogo..
RispondiEliminaUna Flute di Prosecco...
RispondiEliminammmmm sono appena passato nel blog della nostra quindicenne preferita, ora eccomi in quest'angolino medioevale, abbigliato in modo tutt'altro che appropriato : maglia e pantaloni bianchi, conchiglia protettiva inguinale, grigie bretelle, neri gli scarponi e la bombetta, occhio destro truccato con le ciglia di sotto a raggiera....
RispondiEliminaehm... vado a fare una visitina a sorpresa... commenterò un'altra volta eheheheh
un saluto a voi, a tutti gli altri sguerci di musica labbiale pprrrrrrrrrrrr
alex.