Mai avrei pensato di protrarmi a tal segno: la vita e la morte s’avvicinano a tal punto da lasciar ben poca aria al polmone dell’esistenza.
Si ancora in me un pensiero tardivo, un istinto di forza come una brezza d’orgoglio che irrora quella boscaglia, fitta e grigia, che il mio cuor costituisce.
La crudezza degli eventi porta la vita e la sparge sul fragile intreccio di sangue e carne, vi porta la fede, la morte e l’abbagliante sogno di un luogo ameno.
Vedo nel sogno un ruscello di montagna che impavido si fa largo fra i boschi…scorre sereno dalle cime alla valle; tutt’intorno prati e abeti, faggi e rocce sotto un cielo pezzato di nubi grigie ma chiare, che l’ombra portano su distese di freschi arbusti piegati solo dal vento che frizza e gioisce.
Che sia il futuro? È un luogo da vedere, in cui fermarsi…la pace dello spirito. Là devo arrivare, stabilirmi, godere di tutto ciò che un tale fazzoletto di mondo invero può offrire.
Arriverà la grandine, passerà la tormenta; e cumuli di rocce appuntite, nere come la pece, rosse come il sangue, si affacceranno come pronte a cadere violente ed inesorabili.
Spezzeranno gli abeti, bloccheranno il ruscello, incupiranno il cielo.
Ogni qual volta la stupidità umana segna un nuovo punto sul tabellone della vita le infauste rocce appaiono, si fanno grosse e concrete, pronte.
Solo l’ardore, il coraggio e quel marasma di pazzie e di immagini credute false ed irrisorie, che noi chiamiamo verità, può bloccarle rispedendole al mittente.
Esangue giace l’eroe che il destino ha combattuto, sfinito è colui che solo lotta per la causa. Un periodo duro, di negligenza, può annichilire e disilludere un cuore fermo, impavido; ma non può ucciderlo, ne stroncarlo, tanto meno fermare il suo battito che pompa sincerità per le vene di chi ha sempre servito la causa del vero con tenacia.
Mi sento stanco, provato, disilluso…che fosse una flebile speranza quella di raggiungere l’ameno luogo? Che fosse pazzia pensare di poterci restare? Forse baldanza, persino arroganza…potrei lasciarmi perdere e pensare che sia inutile la lotta anche se ineccepibile la causa.
Forse troppo magro il bottino.
Ma non posso pensarlo, non riesco a crederlo. Stupido e borioso mi rialzo, a me la spada, si combatte. Ho firmato forse la mia condanna a morte…che sia! Che venga a prendermi ma sappia, la morte, che non mi avrà così facilmente.
Lotterò finche avrò aria nei polmoni, sangue nelle vene, gloria nei muscoli, spavalderia nel cervello..potrò sputare la vita, perderla per sempre, correrò il rischio.
Il pensiero dell’arrivo, credere reale la meta mi fa andare avanti…l’amore che ho nel cuore mi tiene in piedi, le canzoni dei vecchi bardi mi dan forza e fiducia…la mente accesa, il cuore gonfio.
Torneran le lacrime, le cacceremo…mia alleata in te confido, nel tuo amore e nel tuo impegno…
Illusi, ancorati ai nostri pensieri moriremo. Divisi cadremo. Ostinati periremo.
Uniti, solo uniti e forse un po’ diversi, cambiati vinceremo.
Se morte deve essere che morte sia, sol dopo la battaglia;
se vittoria deve essere che vittoria sia…si va in scena.
lunedì 12 ottobre 2009
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Io, Voglio Morire Da eroe.
RispondiEliminaCombatterò, Finchè l'Ultima Goccia Di Sangue Irrorerà Le mie vene...
Il Bene Vince, Sul Male. ...E' Mia Credenza.
Mio Padrone.
Si, Che Lo Spettacolo Abbia Inzio...
un eroe non è un saggio...ma solo un pazzo, che teme di più un'insulsa esistenza che la morte...
RispondiEliminache vinca il male, o il bene...avremo comunque tentato...
mi guardo sprofondare
RispondiEliminain un frenetico oltretomba
dove fiumi
di fluida ansia scorrevole
irrorano
questo nevrotico inferno
disumano
fuoco
liquido dolore rovente
denso come il peccato
laceranti grida sfrecciano
come saette
di gelido abbandono
l’ultimo guerriero
ancora in piedi
solo
con la consapevolezza
di aver rimandato
lui solo
l’appuntamento con la morte
il più forte e il più debole
solo
come il peccato
Sono caduta e mi sono rialzata, ma la testa era sempre bassa.. Piano piano imparo a combattere sul serio, non solo ad andare avanti.. Mi mancava l'arma, ora ce l'ho: me stessa.. Devo solo trovare il coraggio di farmi vedere davvero, senza paura.. E quello che ho scritto è già tantissimo, in effetti..
RispondiEliminaGuerriero, diventerò 'cazzutissima' come te, un giorno! Yeah! :)
uo uo uo...inizi ad esporti...quella è guerra...contro sestessi e i propri freni...guerra da vincere, plasti :)
RispondiEliminanon importa, la vittoria... ma la causa, è il movente unico e solo, la vittoria deve essere mentale e collettiva, implicita e condizionante...
RispondiEliminaesatto mia cara...non importa il risultato, ma la causa...resta da stabilire se per essa valga la pena lottare tanto...tu sai a cosa mi riferisco...
RispondiEliminasaluti
se non per una giusta causa per cosa varrebbe la pena lottare???....
RispondiEliminaper cosa donarsi anima e corpo se non per giuste motivazioni???
le lacrime scorreranno...
il sangue colerà...
la vita avrà termine...
l'anima vagherà...
ma avremo lo scettro del giusto nella mano....
l'elevazione del coraggioso...
del combattente assoluto...
saremo per quello che avremo dimostrato a noi stessi in primis...
combattenti vinti ma felicemente sconfitti...
o vincitori poco importa purchè
ci muova la fame di giusta causa scevra da ogni bassezza fine a se stessa...
(forse ho divagato chiedo venia Bardo...)
e se a metà guerra...già lacerati dagli eventi, stremati dalle fatiche ci accorgessimo che stiamo lottando per una cosa senza valore? che PER NOI non ha valore? sta tutto lì, capire se stiamo lottando, per cio' che vogliamo...
RispondiEliminasaluti