Al bordo della strada sto per entrare in una bar, un grosso edificio dai muri rosa pacato dal quale vengono una miriade di voci, canti e lamenti…ogni tanto qualcuno viene defenestrato, presumo dai gestori del locale, per poi rientrare o defilarsi abbandonandone la frequentazione.Decido comunque di entrare, lo spettacolo è avvincente.Una stanza unica, sconfinata, con una quantità abnorme di tavoli, panche e sedie;
c’è chi è seduto da solo, chi si ritrova in gruppo…gente che va, gente che viene: carino, caotico ma carino.
La prima cosa notabile, agli occhi di tutti, è la quantità di persone che tentano di approcciarne altre nelle maniere più disparate; chi porge fiori, chi canta poesie, chi sussurra oscenità e rischia il linciaggio. In un angolo un gruppetto di persone allo stesso tavolo beve birra e gozzoviglia in allegria; all’altro capo della stanza persone scure sono in silenzio…accarezzano il bicchiere mezzo vuoto senza bere e fissano con sguardo vacuo il tavolo, senza proferire verbo.
Al centro dello stanzone il banco del bar.
Due persone vi son dietro, intuisco lo staff del locale: un ragazzo magro sta asciugando con delicatezza un grosso bicchiere dalla famosa forma, uno di quelli tipicamente usati per le torbide birre bavaresi.
Calmo ma attento lo sguardo, mentre strofina il calice ascolta ciò che intorno viene detto, sorride a qualche battuta, ogni tanto interviene, spesso è costretto a lanciare taglienti occhiatacce ai malandrini che noncuranti alzano i toni o semplicemente infastidiscono i clienti.
L’altro membro dello staff è una ragazza…spigliata, con un asciugamano sulla spalla, scivola agilmente tra la macchina del caffè e il frigo per le bibite. Parla volentieri coi clienti, risponde fiera e precisa alle loro domande, si sofferma con pochi e come il collega tenta di mantenere un certo ordine nello stanzone.
Vicino al banco una donna seduta sola.
Tailleur nero, gambe elegantemente accavallate e un grosso cappello in stile inglese; fuma una sigaretta ed è assorta nella lettura d’un libro di poesie. Ogni tanto alza lo sguardo, conversa coi baristi e incessantemente scaccia coloro i quali, tanto affascinati dalla sua figura, le chiedono di unirsi a lei. Preferisce stare sulle sue e leggere, voltandosi ogni tanto a guardare una ragazzina, con sguardo amorevole.
La ragazzina, un po’ paffuta e con tanti capelli mossi è sola al tavolo e su di esso un sacco di fogli sparsi, matite e gomma ovunque. Sta disegnando.
Una tecnica sopraffina, una mano leggera e decisa che incide pezzi di storia, la sua storia, su quella carta per schizzi. Quando sente qualcuno straparlare di una qualche teoria politica alza la testa, come un gatto intento a mangiare quando viene sorpreso da un rumore non troppo lontano. A volte interviene, sbotta, s’arrabbia…poi torna a disegnare.
Saluta una giovane donna, appena entrata, la quale, accettato il saluto, si dirige al tavolo della donna dal cappello inglese e vi si siede; conversano tranquille per poi salutarsi…una continua a leggere le sua poesie, l’altra si dirige verso il jukebox e fa partire una canzone…un rock americano, grezzo un po’ duro.
Voglio conoscere queste persone, ma quale per prima? La donna, così di classe, è immersa nel libro, non vorrei disturbare…la ragazzina è ricoperta di gomma fin sopra i capelli, direi che già abbastanza impegnata…la giovane amante della musica sembra così felice appoggiata al jukebox mentre canticchia l’aspra melodia che mi sembra peccato levarle quel momento…i baristi impegnati e attenti, hanno da fare.
La cosa mi blocca ma non vi è aria di ostilità. È solo un problema mio.
A dirla tutta respiro un aria di benevolenza, di accettazione; qualcosa dentro mi dice che parlerò con questa gente.
Degli altri non mi interesso, son solo rumore di fondo; queste poche persone hanno attratto la mia aura, so che un giorno saremo eloquenti, l’uno con l’altro.
Era un sogno, un incubo benevolo avuto in una gelida notte d’autunno.
Oh se ora vi dicessi la verità…direste: quest’uomo è pazzo.
Si perché vi dico che le persone che ho sognato esistono davvero!
Il barista in realtà è una barca…un battello di quelli che vanno ad alcol;
la sua collega è una tigre…sissignore, una tigre blu, niente di più vero.
La donna dal cappello inglese è una dolce e profonda persona, molto misteriosa…tanto da non avere un volto!
La ragazzina, beh…è difficile da inquadrare: è giovane e matura…forte come un leone e al contempo fragile come vetro….è umile bensì a tratti si ponga con boria; è difficile inquadrarla…è tutto e niente.
Perfino la giovane donna dall’animo rock ha un’identità…si che ce l’ha, ed è ben chiara, anche se a volte il suo comportamento la fa apparire mutevole…è un po’ come creta, pongo, plastilina.
Dite la verità, mi credete pazzo vero? Battelli ad alto tasso alcolemico, tigri blu, donne senza faccia, plastiline, tutto, niente! Eppure è così…quel sogno trasmutava la realtà.
È bello poter definire gli altri in modo indefinibile; conoscerli così bene da non saperne spiegare le caratteristiche…essere così lontani da loro da poter condividere un po’ tutto.
Assurdo? Ossimorico? Può darsi…nel dubbio di avervi fatto sprecare parecchi minuti con un banale racconto vi dico, grazie ragazzi…
venerdì 16 ottobre 2009
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RitrovarSi Dentro Ad Un Sogno Che Tuo, Non é, guardarSi Con Occhi non Tuoi, Assaporare Il gusto Di Un Cibo non Fagocitato da Te Per, Poi Asoltare Un Sentire Perfetto nelle Descrizioni e Probabilmente Nel Desiderio di Far Parte, Ed Esser Parte Per Qualcuno o Di Qualcosa. Io, Non Ti Reputo Un Folle, ti Ho Letto Prima, durante ed Ora. Hai Molto Coraggio, il Coraggio Di Un Guerriero Fiero ed eroico Che, Non Teme giudizi, Che Usa La Sua "Arma" a Seconda Degli accadimenti. Credo Che Il Tuo Elevar Spada Oggi, Sia Solo Un Liberare Giardino Dalle Sue Impurità; Quella, Sterpaglia Che anticipa Il Tuo Cammino.
RispondiEliminaGrazie, Il Mio XoniX, Grazie a Te Oggi Il Primo sorriso..
Una Carezza.
commozione...puo' esser data da un suono, da gesti, da azioni...da un commento...
RispondiEliminagrazie a lei la mia donna, per aver partecipato...e compreso...
saluti
Guerriero.. Lieta di salutarti, bere con te fresca birra scura appena spinata e scegliere le canzoni giuste, sempre graffianti.. Comunicare con titoli di brani, in tema con lo stato d'animo.. So che non è di facile comprensione.. Ma prima o poi parlerò, so che parlerò davvero con la mia voce..
RispondiEliminaGiuro.. Mi hai quasi fatto piangere, sai? :)
Un abbraccio..
Sorrido..
RispondiEliminaun sorso di birra x le verdi brughiere...diceva qualcuno...
RispondiEliminacomunicare con lo spirito...nessuna iniquità poche incomprensioni....
saluti, plasti
tuttina che te ridi?
SorRido :)
RispondiEliminapittoresche immagini, pare un dipinto di Renoir....