...NEVER GIVE UP, NEVER GIVE IN...

giovedì 1 ottobre 2009

Lamento Tardivo

Ascoltami o madre, grembo del tempo e fonte di ascesi…
Tu sola puoi salvarci dalle scelte infauste, che i secoli solcan come lame d’argento, tu sola puoi liberarci dalle auree catene che noi stessi, con fare accondiscendente, ci siam fatti stringere ai polsi da una vana promessa di lodi e stelle.
Nient’altro che uomini fummo in quell’occasione; nell’oblio del vortice di passioni che ci ha trascinato a fondo…a fondo in un mare che sa di speranza, di vergogna e di fine….quel mondo, il tuo mondo, l’abbiamo seccato, denutrito, svuotato…per avere sulle nostre mani i piaceri del tatto e del gusto. Per soddisfare il nostro credo a te, o natura, abbiam tolto la linfa, il coraggio, il nervo.
Tu ora puoi scegliere, implacabile vendicatrice, di salvarci dal nostro destino o di porre fine a quel lungo lamento, a quel deserto di emozioni, a quell’arido, secco corso d’acqua ristagnante che noi chiamiamo futuro…quell’insensato concetto che offriamo ai nostri figli, i tuoi figli, che nient’altro in vita potranno avere se non l’immagine truce e desolata di una terra macabra e solitaria, ridotta alla fame dall’arguzia non mai ostentata di quell’essere che l’ha rovinata….quell’uomo che oggi canta a te la sua fede nel patetico tentativo di procurarsi un posto, anche uno solo, nell’ormai stretto e solitario vicolo della tua pietà.
A te ora, madre di ogni attimo, lenta misuratrice di ogni spasmo, chiediamo di concedere a noi infedeli della tua virtù, un’ ultimo sorriso; se devi eliminarci, se devi porre il tuo martello giudicatore fra noi e la vita, se devi porre fine alla sanguinosa catena d’erronei eventi che noi chiamiamo evoluzione, se sei costretta dalla tua indole buona e severa a diventar portatrice di morte e se ti trovi obbligata a renderci rantolo il respiro…fallo in fretta. Non prolungare oltre la sofferenza, ci abbiam pensato noi soli a procurarci infinita agonia…muovi la mano, veloce e implacabile, decisa e inflessibile e accorcia fin che puoi della sofferenza la durata.
Ricordati madre, che i tuoi figli, per quanto traditori tutti, son composti da diverse schiere….e che tra queste qualcuna più delle altre ha cercato vana di rispettarti…ai figli tuoi a questa legione appartenenti, ti prego, risparmia il dolore estremo di veder la vita finire tassello dopo tassello…a questi almeno, concedi una conclusione veloce, brutale ma veloce….perché soffre di più la margherita spennata lenta nelle lunghe ore di primavera, che la quercia tagliata secca da un colpo d’ascia che scampo non lascia.


6 commenti:

  1. Sigilli Roventi come Pietre Di Lava Sui Piedi, Espressione Dettagliata Su Tela Dermatica.
    li Sfioro Con I Polpastrelli Gli Sfregi Incisi...

    Oh, Si è Così Che T'Immaginai,Capace Di Sortire Emozioni...

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  2. ogni sua parola è un ristoro...ogni suo logio un dono...la mia Donna...

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  3. E anche l'eretica sul rogo applaude,a mani legate, da fuori la finestra, alla pittoresca esibizione di un errante bardo a corte, davanti agli occhi distratti di qualche cortigiano.

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  4. mai un'eretica...fu piu' ingiustamente condannata...
    se c'è una che merita questo mondo, è proprio quell'eretica :)

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  5. mmm.. se si considera la Natura come un essere in toto, poco poteva fare il buon senso e il libero arbitrio: essa è 'madre di parto e di voler matrigna'.. ma, pessimismo cosmico a parte, non so ancora se siamo noi a renderle il torto a nostro pericolo, o se sia lei che continua a prendersi gioco di noi, assonnata, vecchia e stanca.. Può darsi che l'uomo, da gioco quale era, si sia trasformato nell'arma con la quale la Natura cerca di farsi fuori.. mmm..
    E bravo Guerriero che con i suoi scritti m'ispira! :)

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  6. ho pensato piu volte che l'uomo no fosse previsto...che fosse un'errore... come puo' un essere solo demolire cio' che tutti gli altri esseri rispettano? come mai solo lui così diverso, in tutto?
    alla storia dell'essere eletto non credo piu...preferisco vederlo come l'unico infimo e dannato
    platsi :-* :D

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Ognuno ha le sue note... più o meno stonate.