Un muro biancastro, ecco cosa vedo.
Se provo a dar forma al mio presente, ecco che mi trovo a rappresentare sulla tela dell’inganno un muraccio alto e spesso, liscio e candido di un biancume apatico. Né scritte né segni e questo rende inequivocabile la mia sentenza: non è il muro del Bardo.
Dove sono le tele, le pergamene, le vernici, i colori? Dove posso scorgere i tagli, i graffi, le picconate del verbo…dove?
Da nessuna parte…ogni singolo centimetro di questa muraglia insipida è bianco, liscio e vuoto.
Mi trovo dritto e impassibile a due passi da quel confine tra illogico e noioso, tra vero e falso; lo fisso impietrito ma con gli occhi sgranati e pieni di quella rabbia, finalmente, ritrovata. Tira un venticello beffardo che tenta invano di rendere festosa e carnevalesca la lugubre atmosfera, alzando qua e là petali, aghi e sabbia.
Coi capelli struscianti sul volto e le vesti impazzite, resto fermo e valuto il nemico.
Nessun cavaliere all’orizzonte, non c’è banda di bravi alcuna…niente da distruggere, nessuno da spadare, solo un muro da guardare;
parrebbe facile… ma per me, bardo guerriero votato alla lotta, in cerca, forse, più di un sacrificio intriso di vanagloria che di una reale vendetta, resta assai complesso il dover affrontare una cinta fatta d’apatia e rigore…una muraglia che gli altri dicono da me, nel sonno dei sensi, sia stata creata.
Razionale misurazione degli eventi? Spasmodica ricerca della redenzione? Forse accettazione?
Rido, scoppia una risata che mai così forte s’era sentita, perché di quelle parole neanche voglio far pensiero! No, no, no…niente arrendevoli consegne della dignità, chiamate in altro modo per imbellettarne la forma;
niente stucchevoli ritorni sui propri passi, per chiedere alla fanghiglia di accettarmi di nuovo tra le sue fila.
Fin qui son arrivato, di certo andrò avanti.
Ho errato per anni fra le pieghe della mente mia ed altrui, tra le spossate vicissitudini dell’umano divenire, intriso di curiosità e timore ho percorse tutte le strade a me possibili per capire chi avevo davanti e combatterlo.
Ho viaggiato in lungo e in largo, spada nella fodera e penna di nibbio alla mano, annotando ciò che imparavo, raccontando ciò che vedevo, cantando ciò che sentivo.
Non sarà certo un patetico muricciolo a fermare il mio cammino.
Quasi annoiato e col senso di veder ripetersi qualcosa tra le vene, prendo la rincorsa.
Attendo che la brezza invernale mi dia il segnale…al ché partirò correndo, con tutta la mia foga, spiccherò il più poderoso dei salti buttandomi anima e corpo contro quel muro.
Lo schianto darà fatale esito…per lui, ovviamente.
Il boato sarà tale che tutte le genti lo potranno avvertire, ma ancor più alto sarà il mio urlo, il solito urlo di battaglia, il più liberatorio degli sfoghi.
Come il falchetto attende fermo che gli venga tolto il cappuccio, per librarsi in volo a caccia di prede da smembrare, io aspetto di vedere quella insulsa parete cadere per mia mano…voglio solo questo, bramo solo di poter demolire quel muro bianco e laido, fatto delle mie convinzioni, delle mie illusioni…dei miei limiti;della parte ora inutile e scialba del mio animo.
lunedì 1 febbraio 2010
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non capisco.. non vedo bianco, il tuo muro.. nè vedo parti scialbe e inutili.. semmai, vedo una trasparente attesa che precede una potenziale bomba di tinte accesissime..
RispondiEliminaIo, Prendo Respiri Seduta Sui Muri Delle Illusioni. Poi, a Due Passi Dall'Urlo, Mi Raso La Testa e Di Tempera Rossa Mi Tingo Le labbra.
RispondiEliminaE Quella "Razionale misurazione degli eventi? Spasmodica ricerca della redenzione? Forse accettazione?"…
AssolutaMente La Recido.
Di Certo Vado Avanti.
[Bisogna Avere Solo Coraggio]
Un Saluto Mio Cantore.
Problemi Con Il Router Immagino...
RispondiEliminaProblemi col tempo la mia donna...solo ora tocco un pc dopo giorni :)
RispondiEliminasi va avanti la mia donna...anche a costo di farlo in ginocchio, anche ventre a terra, strisciando...non mollo..
saluti
plasti...la bomba e carica...e piu passa il tempo piu la polvere da sparo si comprime.
RispondiEliminae sale il potenziale.
saluti