...NEVER GIVE UP, NEVER GIVE IN...

venerdì 15 gennaio 2010

Dirimpettaio di Me Stesso

Mi guardo dal balcone di fronte, mi vedo strano, penso, giudico. 
Metto il naso nei miei affari, do una valutazione alla mia vita…fermo, implacabile, inflessibile.
Non me la racconto, non ne ho bisogno…vedo le cose e le descrivo, mi conosco e mi posso criticare, come esaltare.
Dal mio balcone vedo la mia porta, un ragazzo alto e grosso esce fiero, scende le scale.
Un tipo perso dietro libri di storia e romanzi, dietro alla musica, all’ideale politico, a tante cose che ne fanno quasi un esiliato. 
Un fiero migrante ostracizzato da quella società fatta di piattume e ridicolaggine, tanto odiata quanto scansata da lui per primo; son lontane le feste, gli amori, le ragazzate…vedo un tipo alienato, distratto, lucido e confuso.
Lucido nell’analisi di un mondo da buttare, confuso nel chiedersi come l’uomo possa godere di una tale pochezza d’animo.
Giudica perché si sente in alto, lo fa perché è immaturo…fiero di quell’immaturità che la morale vede come valore da disadattato, che lui giudica come un bene primario, utile, tanto utile per tenere lontana l’iniquità della massa.
Guardando quel pazzo, vestito di un costume che accanto agli altri pare carnevalesco, penso ad un recluso, un intellettualoide, un inetto della vita.
Lo seguo, lo scruto e trovo invece la pazzia, gli sport estremi, il pogo dei concerti, le bevute, le tante risse quasi sempre in difese di qualcuno che neanche conosce.
Un distaccato Robin Hood moderno, freddo e cinico, senza pietà né compassione, che odia l’assistenzialismo quanto l’oppressione. Si scalda, scoppia, non si ritira mai, combatte, sbaglia…sbaglia tanto, si rialza, si vendica, chiede scusa. Un turbinio di emozioni, molte negative, lo portano a domandarsi per quanto ancora dovrà farsi carico dell’altrui stupidità, e della sua veemenza.
Alcuni lo amano, lo venerano quasi…molti lo odiano, molto pochi han l’ardire o la pazzia di mettercisi contro.
Mentre tutti cercano una storia, la divisa, i valori da telefilm per teen-agers quel folle si gongola della solitudine, valutandone l’unicità.

Ultimamente son costretto a pedinarlo più del solito, sta cambiando è altalenante…ogni tanto si ferma, piange, trema…perfino ama. Ma come di consueto fa le cose al contrario degli schemi, si fa carico di demoni altrui, fa tutto ciò che l’uomo medio rifiuta, nell’ambito affettivo così come nella vita.
Ne soffre ma lotta, sanguina e spera.
Si rifugia nei non luoghi, tra le pagine dei libri, tra le note delle canzoni; sorretto da se stesso tira avanti e guarda me. Sa che lo scruto e lui scruta me; come dargli torto? Ci apparteniamo, ci condividiamo, analizziamo e giudichiamo….siamo entrambi giudice, giuria e boia di noi stessi e l’un dell’altro.
Interessato ed impaurito continuo nevrotico a fargli da ombra, a tenerlo d’occhio…infondo è questo il mio compito: sono il dirimpettaio di me stesso.

6 commenti:

  1. A voi un nuovo schizzo d'anima...concettualizzato in anni e anni...scritto in pochi minuti.
    cio' che l'animo ha maturato, la mano ha scritto...

    saluti

    RispondiElimina
  2. ...Bardo prosegua il percorso ancora non è che a metà strada...
    La disanalisi di se stessi è solo il primo passo...
    Prenda conscienza del suo IO piu' profondo...
    Scandagli fino al fondo del suo essere...
    Giudichi, condanni, espii e quindi riparta perchè degno di cio'...
    Perchè comunque siano i passi compiuti fino ad ora molto altro percorso merita di fare ed ogni sua azione compiuta è stata solo un tassello di un puzzle vissuto intensamente e solo per questo di immenso valore...
    I miei omaggi cantore...
    La leggo sempre lo sappia anche se poco commento...
    Back

    RispondiElimina
  3. Ahhh dimenticavo La Tigre Blue anche se a pezzi tiene duro sempre e comunque...
    Grazie per il pensiero rivoltomi altrove...
    Una carezza
    Back

    RispondiElimina
  4. È Come Credere Nell'Anima…
    Io, Lo Chiamerei Coinquilino.

    ..Magari, Passo Ancora.
    Buon Fine Settimana Mio Cantore..

    RispondiElimina
  5. l'oggettività sta sempre in chi guarda dalla finestra di fronte.. dovrei sdoppiarmi, per vedermi da fuori.. non so farlo, ma credo che non mi piacerei per nulla..

    RispondiElimina

Ognuno ha le sue note... più o meno stonate.